Credere in se stessi…

Molte persone sono portate a pensare che credere in se stessi sia un qualcosa di profondamente legato al proprio passato, prerogativa di coloro i quali hanno vissuto un’infanzia felice e spensierata. Chi è stato valorizzato in modo giusto ed equilibrato fin da piccolo porterà con sé una fiducia di base inossidabile e sarà consapevole della propria importanza all’interno della società. Al contrario, chi è stato da sempre screditato e additato come il fallito di turno vivrà continuamente nell’insicurezza.

E se non fosse proprio così? La realtà dei fatti sovverte spesso questi pronostici approssimativi e mette in luce risultati ben diversi.

Da una parte, figli di genitori economicamente disagiati e culturalmente arretrati fondano imperi aziendali senza precedenti, diventando così imprenditori di grande successo. Dall’altra, bravi ragazzi provenienti da famiglie benestanti crescono bloccati da insignificanti problemi e si rivelano tutt’altro che ottimi professionisti, finendo magari nel tunnel della droga.

C’è chi sbandiera ai quattro venti la propria presunta forte autostima per poi arrendersi di fronte alle prime avversità e chi è convinto di contare poco per poi dimostrarsi tenace e combattivo alla prima occasione buona. Quindi, dove sta la verità? Credere in se stessi da che cosa dipende veramente?

Il segreto per mantenere costante nel tempo la fiducia in se stessi è quello di rinnovarla in base agli innumerevoli cambiamenti della vita. Il senso di sé non è statico, ma muta in relazione agli eventi esterni e all’evoluzione della propria personalità.

La fiducia in se stessi non è un fattore genetico che si eredita, ma un meccanismo che si può apprendere e sviluppare al meglio nel corso della propria esistenza. La percezione del proprio valore deve essere in un certo senso ascoltata e integrata con lo scorrere del tempo.

Se vuoi vivere serenamente devi affrontare le difficoltà passo dopo passo, vivendole nel miglior modo possibile e accettando sia gli eventi positivi che negativi. Dovrai mantenere illesa la tua autostima sia davanti ai successi, riconoscendo i tuoi meriti con oggettività e senza sopravvalutarti, sia di fronte agli insuccessi, non logorandoti di sensi di colpa e facendo tesoro degli errori commessi per porvi rimedio in futuro.

Per credere in se stessi è necessario uscire dal tipico ragionamento “giusto/sbagliato” a cui siamo tradizionalmente abituati, analizzando e accettando gli avvenimenti in maniera positiva.

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